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21 Feb

LO SCRITTORE CHE RACCONTA STORIE VIVE ATTINGENDO AL CUORE DELLE PAROLE

Gen 31, 2018

Fabrizio Arrighi è uno scrittore bresciano di valore. Una persona generosa e piena di idee, che dedica ampia parte del suo tempo ai libri, scritti o letti, che poi recensisce con vigore sui social media dove è assai seguito da un pubblico di affezionati. Al suo attivo numerose pubblicazioni, e una partecipazione operativa al Movimento del Sottosuolo, che dà spazio alle voci poetiche del mondo.
Arrighi ha volontà da vendere e spesso ha trovato modi innovativi per diffondere le sue opere, come la vendita diretta nei negozi o anche sui marciapiedi della strade. E’ una persona affabile e sincera, che crede nel confronto letterario, nella bontà degli intenti e che non si chiama fuori quando alle viste si palesa una novità romanzata. Ecco perché è ben conosciuto sul territorio, essendo nato e cresciuto a Lonato del Garda e poi gravitante nell’area gardesana dove ha partecipato a centinaia di presentazioni di libri suoi e di altri scrittori.
Oggi vive a Mazzano ma è molto spesso a Bedizzole o ancora a Lonato del Garda dove torna quotidianamente a trovare i parenti e gli amici. I suoi libri hanno fatto parlare e ancora raccontano storie vive, come quello dedicato al padre Silvio, “La fonte del fabbro”, sull’odissea del genitore, testimone delle brutture della guerra di Albania, della prigionia e delle dolorose conseguenze, infine del ritrovato piacere della vita negli ultimi anni. Arrighi ama i libri gialli e ne ha scritti che meritano citazione per l’avventurosità delle storie, che si dipanano piano in un territorio che è poi quello del Garda: “Ombre insanguinate sulle isole galleggianti”, che già dal titolo illustra bene quali sono i meandri in cui andrà a incunearsi l’autore e “I morti della Selva”, sulle leggende tramandate alla frazione situata a due passi da Bedizzole dove esiste una chiesa sconsacrata e un’area dedicata alla sepoltura dei morti della peste. Storie lontane.
Anche i suoi racconti, “Il tempo che fu”, pubblicati per la “Pellicano”, hanno avuto buoni risultati e consolidato la stima che i lettori hanno di quest’autore che sembra sempre sulla cresta dell’onda, ma che in realtà, a guardarlo bene, è spesso dietro le quinte perché, in fondo, a lui interessa soprattutto diffondere il verbo della scrittura e non soltanto le opere sue. E questo è un merito non da poco in un mondo, quello delle arti, dove spesso regnano invidie e gelosie. Arrighi non è così. Per lui, parlano le opere e una scrittura fine e articolata, che porta in dote chiarezza e semplicità. “Scrivere non è soltanto gioia” – dice -. “Sento spesso autori famosi parlare della scrittura come di un momento divertente. Secondo me, passa un messaggio sbagliato: scrivere è altro, conoscenza, tensione emotiva, raccoglimento di pensieri, abilità nella scansione dei tempi, malinconia, solitudine. Insomma, gli stati d’animo variano, è vero esiste anche la gioia, ma non è mai da sola, altrimenti il racconto difficilmente potrebbe avere un senso per chi lo scrive e poi, naturalmente, per chi vorrà leggere”. Arrighi racconta la dimestichezza con il racconto. “Il mio filone preferito è il giallo, nelle storie del genere mi sono sempre trovato a mio agio, prediligo la lettura dei gialli rispetto ad altri libri. Oggi però mi sono avvicinato alla narrativa di vita, cioè quella che racconta il presente, ma anche il passato dei nostri padri o più indietro ancora, degli avi. Ho dedicato un libro a mio padre Silvio e alla sua vita in guerra e poi finalmente in pace. Ebbe grandi sofferenze ma per fortuna, visse bene gli ultimi anni della vita a fianco di mia madre e compiendo viaggi per il mondo”. Il suo rapporto con la letteratura? “E’ un rapporto che ho consolidato nel tempo. Penso che leggere e scrivere porti a conoscere sempre di più se stessi e di conseguenza a migliorare le proprie conoscenze sul mondo, che però dovrebbero essere messe al servizio degli altri e non rimanere fini a se stesse, altrimenti non conteranno niente per nessuno”. Arrighi fa parte (“da segretario, l’unico ruolo che ho”), del Movimento del Sottosuolo, che vede al proprio attivo una quarantina di poeti sparsi per il mondo. Di recente il Movimento ha realizzato una bella e intensa iniziativa al teatro di Montichiari. Si appresta a celebrare il decennale. “Quest’anno cade il decimo anniversario della fondazione. Creeremo eventi e programmeremo iniziative. Il Movimento del Sottosuolo ha come prerogativa di dare voce alle diversità del mondo. Abbiamo ascoltato poeti dell’Afganistan, dell’America e di qualsiasi altro paese. Chiunque volesse esprimere un proprio punto di vista poetico, da noi ha trovato ascolto. Il Movimento crede che la bellezza ci salverà ed è contrario a qualsiasi genere di guerra. Vive per raccontare la verità anche se sappiamo bene che talvolta la verità può avere una doppia faccia. Noi abbiamo ascoltato chiunque: di etnia diversa, di altre religioni, di qualsiasi orientamento sessuale, abbiamo dato voce a chi non ce l’aveva e non ce l’ha.” Tra i valori fondanti della vita dello scrittore, emerge un’altra volta questa predisposizione. “Il primo valore, quello a cui non potrei mai rinunciare, è la mia famiglia. Il punto saldo della mia vita, i miei affetti più veri e profondi. In famiglia ritrovo me stesso anche nei momenti complicati e questo significa tutto. Poi c’è un altro valore al quale mi sento fortemente legato, ed è il comprendere le voci nella diversità. Preferisco sempre dire “noi”, piuttosto che “io”. Saper ascoltare, saper capire anche chi non è in sintonia con me. Mi sforzo ogni giorno di compiere passi in questa direzione. Cercare di capire gli altri, ecco, direi che fa parte del mio modo di essere, è un tratto marcato del mio carattere.” Infine il libro della vita, che in realtà sono due, ma si può capire. “Il libro dei libri è l’Odissea, Omero è un riferimento necessario per chiunque ami i libri. Ma al suo fianco ci metto “I Promessi sposi”, ho avuto la fortuna di avere una insegnante brava che riuscì a farmi amare questo grande affresco della storia italiana.” Omero, Manzoni e numerosi altri autori, che raccontano di un amore puro e incontrastato tra un autore umile e bravo e la grande bellezza che di solito si incontra nelle pagine dei libri.

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