ANORESSIA: NON TUTTO CIO’ CHE VIENE DALLA RETE E’ POSITIVO

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Questa settimana parliamo di …A cura di Sergio Desiderati
Non sempre e non tutto quello che circola grazie alla rete è da prendere per oro colato. Con un indagine partita con la denuncia della mamma di una ragazzina di Ivrea alla Polizia, è stato oscurato un blog, gestito da una ragazza di Porto Recanati, che dava consigli su come diventare anoressiche. La giovane di Porto Recanati, 19 anni, è stata denunciata per istigazione al suicidio e lesioni gravissime ai danni di una quindicenne.

Ma questo è solo uno poiché in Italia sono circa 300.000 i siti che possono essere ricondotti  al ‘pro-anoressia’, ‘Ana’ per chi se ne intende!, che anche nel nostro Paese si sta diffondendo sempre più. Anoressia e bulimia riguardano, in Italia, circa 3 milioni di persone; le stime più recenti parlano di un fenomeno che cresce alla velocità di circa 8.500 nuovi casi all’anno (il 95% sono donne ma aumenta anche tra gli uomini) e l’età media dei coinvolti è tra i 12 ed i 17 anni ma si inizia sempre prima, anche tra gli 8 ed i 9. La ‘buona novella’ che da origine a tutto è sempre la stessa: ‘Non si può essere belle senza essere magre’ non considerando che ciò non risponde al vero e che senza mangiare si muore. L’anoressia, come è noto, è un disturbo alimentare caratterizzato dal rifiuto del cibo. Nasce dalla paura ‘patologica’ di ingrassare ed induce a comportamenti anormali al fine di mantenere il proprio peso al di sotto di quello naturale. Questo porta ad una magrezza impressionante, a bassa temperatura corporea, osteopatia, bradicardia, fragilità nelle unghie e nei capelli, alopecia, riduzione del volume del seno, pelle secca, disfunzioni nel ciclo mestruale, ecc. Talvolta l’anoressia si associa ad alcune abbuffate seguite da eliminazione indotta del cibo ingurgitato, con ulteriori conseguenze per la salute. ‘Spesso non toccava cibo, ha raccontato la mamma della ragazzina di Ivrea, e se mangiava vomitava’. Gli agenti della Polizia, fingendosi ragazzine in cerca di consigli, sono riusciti, dopo un anno di indagini, a risalire al blog ed a denunciare l’amministratrice che esortava le giovani che qui si scambiavano consigli; ‘Forza ragazze, insieme possiamo farcela’ era il suo mantra. Tutti noi siamo stati ragazzini, ed anche se da allora qualche anno è ormai passato, i ricordi non sono svaniti completamente. A quell’età talvolta si vedono le cose in modo strano, un realtà distorta che mette in crisi. Se poi aggiungiamo la pubblicità, le foto sulle copertine dei rotocalchi, le immagini delle tv che presentano solo persone dal fisico perfetto, dal sorriso bellissimo; abitazioni immerse nel verde (e mai nei palazzoni delle periferie), è evidente come a ragazze o ragazzi che si trovano a vivere situazioni completamente differenti, possa passare per la testa che qualcosa in loro non va. E così si può iniziare il ricorso a pratiche distruttive quali l’anoressia. Dobbiamo comprenderci: qui non stiamo criminalizzando una certa forma di messaggi pubblicitari, caso mai stiamo tentando di dire che la vita quotidiana di ognuno di noi tende a scostarsi, e spesso parecchio, da quei modelli che sono funzionali al prodotto o ai prodotti che vengono presentati. E se per un adulto questo è sufficientemente chiaro, per dei ragazzi è tutto più difficile. Il miraggio della ‘dea perfezione’ è sempre dietro l’angolo ed attrae fortemente. Ma quale perfezione? E cos’è la perfezione? Se esiste. Le famiglie che si trovano a vivere queste situazioni, vedendo i propri figli in condizioni irragionevoli hanno già da sole problemi come macigni, non serve che anche la rete metta del proprio. E’ stato oscurato un blog, ma se solo in Italia sono circa 300.000 quelli che inneggiano all’anoressia il lavoro da compiere è ancora molto.

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