ROCCARO: “NUOVI FARMACI ‘BIOLOGICI’ GRAZIE ALLA EVOLUZIONE DELLA RICERCA”

13 Novembre 2017
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Lavora agli Spedali Civili di Brescia, è studioso pluripremiato su scala mondiale

Il dottor Aldo Roccaro è dirigente medico degli Spedali Civili di Brescia dal 2016. Di recente, è stato ricevuto a palazzo Loggia dal sindaco Del Bono che lo ha ringraziato per la sua attività di ricerca. Il dottor Roccaro ha ricevuto infatti il premio internazionale “De Luca” per la ricerca sul cancro dell’Accademia Nazionale dei Lincei e, nel 2015, il “premio Campese per la Leucemia” della “Italian Scientists and Scholars in North America Foundation”.

Roccaro è nato a Bari nel 1975, ha completato gli studi medici nel 1999, i corsi di specializzazione in Oncologia nel 2004 e di dottorato di ricerca in Diagnostica Biomolecolare in Oncologia nel 2008, presso l’Università degli Studi di Bari, conseguendo i relativi diplomi con il massimo dei voti e la lode. Ha completato la formazione medico-scientifica a Boston (Harvard Medical School), dove ha lavorato per dodici anni occupandosi di neoplasie linfoproliferative, nello specifico di mieloma multiplo e Macroglobulinemia di Waldenström. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi nel settore dell’onco-ematologia tra cui i sopra citati. E’ autore di 142 manoscritti “in extenso” pubblicati su riviste scientifiche ad alto fattore di impatto, oltre che di 13 capitoli di libri in ambito onco-ematologico, ha ricevuto numerosi finanziamenti competitivi per la ricerca, è membro dell'Editorial Board e svolge attività di revisore per numerose riviste scientifiche internazionali. Ha conseguito le abilitazioni scientifiche nazionali, a professore associato in Ematologia/Oncologia, Medicina Interna, e a professore ordinario in Patologia Generale, Biologia Applicata, Biologia Molecolare, Biochimica Generale/Clinica. Dopo la celebrazione in Loggia ha colloquiato col Gazzettino Nuovo. Ecco il resoconto. “Dal gennaio 2016, lavoro come dirigente medico presso “Progettazione Ricerca Clinica e Studi di Fasi”, dell’ASST Spedali Civili di Brescia. Ho coordinato i lavori necessari per la realizzazione dell’Unità di Fase I, di cui sono responsabile, che permette l’impiego di nuovi farmaci nei tempi più rapidi possibili. Nel campo delle malattie neoplastiche, tale unità consente il trattamento farmacologico di pazienti con malattia in stadio avanzato, non responsiva a molteplici linee di terapia che, viceversa, non avrebbero altre opzioni terapeutiche a disposizione. Sul versante ricerca, mi occupo di tumori del midollo osseo, lavorando presso il laboratorio al Centro di Ricerca Emato-oncologica AIL, afferente al Laboratorio Centrali di Analisi Chimico Cliniche del Civile”. Il commento sul ricevimento in Loggia: “Ho avuto l’onore di incontrare il sindaco Del Bono e, con agio e semplicità, ho avuto modo di condividere la mia esperienza di lavoro e di crescita professionale avvenute all’estero. Credo che l’esperienza estera dovrebbe essere una tappa obbligata nel percorso formativo scientifico e umano di ogni studioso che si avvicina alla ricerca, sia essa medica, scientifica, umanistica o nel campo delle arti”. Il dottor Roccaro si occupa di ricerca traslazionale, ovvero di quel settore della ricerca che permette di partire da studi condotti in laboratorio, per poi arrivare al letto del paziente. Ha condotto studi mirati a testare la potenziale attività anti-tumorale di nuove molecole. Riguardo ai progressi della ricerca dichiara: “La ricerca medica è in continua evoluzione. Molto si sta facendo in termini di “medicina personalizzata”, al fine di offrire al paziente il miglior trattamento che più si “adatta” al suo caso specifico. A questo concorrono, senz’altro, i grandi passi avanti condotti nel campo della genomica e proteomica cha hanno consentito, per esempio, l’individuazione di geni o proteine importanti per la progressione delle malattie tumorali. Tale tipologia di studi ha arricchito il processo di sviluppo di nuovi farmaci, portando all’identificazione dei cosiddetti farmaci “biologici”, cioè diretti contro il bersaglio più appropriato e specifico per ciascuna malattia oggetto di studio, al fine di ottenere migliore efficacia, migliore tollerabilità e minore tossicità. Talora, altri studi hanno dimostrato come le mutazioni a carico di alcuni geni possano rendere il paziente non responsivo a determinati trattamenti farmacologici; di qui, la necessità di cercare la presenza o assenza della mutazione in questione, per poter scegliere trattamenti alternativi più efficaci. L’Italia” – termina Roccaro – “vanta eccellenti figure di clinici e ricercatori che hanno raggiunto enormi traguardi nell’ambito della ricerca medica, nonostante le non poche difficoltà nel reperire fonti di finanziamento. Ciò dimostra, pertanto, che possiamo essere competitivi tanto quanto altri Paesi europei o d’oltreoceano. L’augurio è che anche la nostra nazione possa seguire l’esempio di altri Paesi dove sono ormai consolidati i supporti alla ricerca da parte di enti nazionali e, soprattutto, da enti privati, talora di singoli individui che elargiscono enormi finanziamenti, tali da consentire lo svolgimento di progetti di ricerca molto ambiziosi.”
 
 





 

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