SONNY COLBRELLI, L’AZZURRO DI BRESCIA CHE PUNTA IN ALTO AL MONDIALE DI BERGEN

18 Settembre 2017
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Intervista esclusiva col “Cobra”, al via della gara di ciclismo in Norvegia

Domenica 24 settembre si assegna la maglia di campione del mondo di ciclismo. A Bergen, in Norvegia, ci saranno i migliori nella gara di un giorno a darsi battaglia su un tracciato che non presenta molte asperità ma che comunque è lungo ben 267 chilometri, una distanza che metterà alla prova la resistenza degli atleti oltre che le doti tattiche delle squadre schierate in strada. L’Italia si presenta ai nastri di partenza con una formazione agguerrita e con parecchi corridori veloci perché è presumibile pensare che la competizione possa terminare con una volata.

Ecco perché il commissario tecnico azzurro Davide Cassani ha convocato 11 ciclisti con caratteristiche spiccate sul piano e capaci di improvvisare lo scatto vincente negli ultimi chilometri. Tra questi c’è, per il quarto anno consecutivo, il bresciano Sonny Colbrelli della Bahrain Merida, brillante vincitore nei giorni scorsi della coppa Bernocchi, un buon viatico per presentarsi al meglio alla gara iridata. Colbrelli, meglio conosciuto nel mondo del ciclismo col soprannome del “Cobra”, aveva già siglato altre imprese di rilievo nel corso della annata agonistica come la Freccia del Brabante e la seconda tappa della Parigi-Nizza. Poi si è ben comportato nelle classiche del nord e ha ottenuto un buon piazzamento alla Milano-Sanremo prima di prendere il via per la prima volta al Tour de France. Sulle strade di Francia si è messo in luce in svariati momenti, ottenendo ottimi piazzamenti e arrivando vicino alla vittoria in più di una occasione. La Grand Boucle è stata comunque una esperienza preziosa per un corridore giovane come lui che ha come caratteristiche lo scatto in volata ma anche il “colpo” del finisseur. Ecco perché l’Italia punta su di lui oltre che su altri azzurri dotati di buoni spunti su un terreno comunque complicato dove non mancherà la concorrenza, perché al mondiale partecipano solitamente i corridori capaci di fare la differenza. L’Italia annovera nella propria storia imprese eccezionali al mondiale come la doppietta di Gianni Bugno, le vittorie di Saronni, di Moser, di Gimondi, di Basso e di altri fuoriclasse dei tempi passati. Adesso è da un po’ di anni che gli azzurri non vincono: ci andò vicino Nibali sul tragitto di Firenze ma poi la vittoria sfumò negli istanti finali, al pari di quanto accaduto l’anno scorso alle Olimpiadi di Rio. Ma ora lasciamo la parola a Sonny e alle sue sensazioni, con queste dichiarazioni rilasciate in esclusiva al Gazzettino Nuovo. “Mi presento in forma, mi sono allenato bene e non ho lasciato niente al caso. So cosa posso fare, il tracciato si addice alle mie caratteristiche e il tempo potrebbe essere nuvoloso. Se pioverà ci saranno non più di 10 gradi e per me si tratta di condizioni ideali. Il mondiale sarà una corsa incerta, si vedrà strada facendo come si svilupperà. Non penso che il gruppo arriverà in volata, immagino una fuga di un gruppetto. Io spero di stare bene: se avrò fortuna giocherò le mie carte col sostegno della squadra, altrimenti se non avrò la marcia giusta mi metterò io stesso al servizio dei compagni. Vedremo, di certo c’è che saremo una squadra unita perché vestire la maglia azzurra comporta prima di tutto il massimo grado di onestà verso i compagni e il commissario tecnico e verso i milioni di tifosi che staranno a guardarci alla televisione.” Colbrelli racconta la sua storia recente al Tour, la massima gara ciclistica del mondo, dove ha fatto molto bene. “E’ stata la mia prima esperienza ed è stata splendida. Il Tour insegna molto: in primo luogo a non mollare mai e ha tenere duro nei momenti avversi. Se non ci sei con la testa e le gambe, se molli un po’, al Tour sei finito ed è meglio tornare a casa. Sono soddisfatto di come sono andato, anche perché ho avuto l’opportunità di gareggiare con grandi campioni. Finire la gara ti cambia il motore, perché la corsa è unica e una fatica così dura non si fa da nessuna altra parte, neanche al giro d’Italia.” Sonny è pronto al mondiale ma poi ci sarà altro. “Sì, continueremo con altre corse in Italia e poi finiremo la stagione in Cina”. Allora un grandissimo in bocca al lupo al nostro Sonny Colbrelli, che ha 27 anni, l’età giusta  per lasciare il segno che vale negli orizzonti del ciclismo moderno. Davide Cassani schiera al via oltre che il “Cobra” Daniele Bennati, Alberto Bettiol, Alessandro De Marchi, Gianni Moscon, Salvatore Puccio, Matteo Trentin, Diego Ulissi, Elia Viviani. Riserve Marco Canola e Davide Villella.




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