CONOSCERE SIGNIFICA PREVENIRE I PERICOLI DEL WEB

12 Giugno 2017
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Parla Domenico Geracitano, della Polizia di Stato, autore di libri sul tema

E’ terminata la prima edizione di “Internet nuovo mondo”, il progetto che, tra musica e parole, ha accompagnato centinaia di studenti bresciani, insegnanti e genitori, alla scoperta delle opportunità e dei pericoli della rete con attenzione al cyberbullismo. Il progetto, sostenuto da Fondazione della Comunità Bresciana e Fondazione Asm, e realizzato con la collaborazione della Questura di Brescia, ha visto la giornata conclusiva al San Barnaba, domenica 11 giugno. Presente, tra gli altri, Domenico Geracitano, della Polizia di Stato, molto impegnato sul versante del cyberbullismo e dei temi connessi e autore di libri tra cui “Pensa per postare” (ed. Euroteam), che nasce dall’esigenza di far capire come potrebbe diventare la nostra vita, continuando ad affidarci solo a quella “artificiale” o virtuale.

“Sappiamo – dice Geracitano - quanto sia importante la tecnologia e come ci abbia aiutato, ma la nostra esistenza non si deve basare solo su di essa o dipendere da essa, dobbiamo andare al di là dei mezzi e vivere una vita reale, fatta di persone, cose, profumi, colori, sentimenti e emozioni. Tra pochi anni, ci ritroveremo così ad un mondo fatto solo di cose, persino le persone potranno essere sostituite dalle macchine, che diventeranno intelligenti quanto l’uomo.” Geracitano svolge con continuità attività di prevenzione negli istituti scolastici italiani. “Si arriva sui social network sempre più piccoli” – osserva -. “Ciò che vale, è istruire e educare al mondo virtuale la nuova generazione fin da piccoli, non si può mettere nelle mani di un bambino un cellulare di ultima generazione, perché così smette di piangere. Dobbiamo saper dare tempo alle varie tappe della vita umana, non correre alla ricerca di un qualcosa che dopo averlo trovato ci renderà comunque vuoti. C’è un grande problema educativo che richiede un attento intervento da parte dei genitori. Anche perché ormai il cyberbullismo è moda, fa titolo, ma è solo una parte minore del problema più vasto del bullismo ossia l’ignoranza, che ci rende prigionieri delle nostre azioni. Scopo del mio libro e delle attività connesse è insegnare a muoversi nel mondo virtuale, come difendersi da pedofili, stalker o bulli e come partecipare attraverso la conoscenza alla costruzione del mondo virtuale, evitando così litigi via chat, diffusione online di informazioni denigratorie, pubblicazione di immagini maliziose rubate a scuola, esperienze entrate a fare parte del quotidiano di insegnati e genitori.” Esistono parole, che hanno significati profondi, non del tutto conosciute oggi. Cyberbullismo (il bullismo tecnologico sul web), il Sesting (la pornografia inviata per immagini e il sesso a pagamento), il Vamping (adolescenti svegli la notte per chattare). Ma è con questi strumenti che si costruisce una web reputation, fondamentale al giorno d’oggi nel momento in cui anche il reclutamento aziendale passa dal controllo delle informazioni sul web. “La prima regola” – dice Geracitano – “è appunto: pensa prima di postare. Bisogna essere consapevoli del fatto che è vero che esiste la possibilità di chiedere la rimozione dei contenuti, ma quando questi diventano virali, la foto o il video postati resteranno in rete per sempre. Il consiglio è non postare mai cose troppo personali, poi bisogna essere a conoscenza di quel che viene pubblicato su di noi dagli altri e accertarsi di avere un livello di privacy elevato sul profilo social per limitare le possibilità altrui di postare cose su di noi”. Solo con la conoscenza possiamo costruire la vera prevenzione. La Polizia di Stato in questi ultimi anni, con la collaborazione tra Questura di Brescia e Polizia Postale è impegnata nel diffondere l’uso consapevole del web, per verificare, ad esempio, l’impatto reale che la blue whale ha nel nostro Paese, e quanto il disagio giovanile sia rilevante per l’espandersi di tale fenomeno social che induce minorenni a atti di autolesionismo. “Consigli pratici per i genitori – termina Geracitano -: in primo luogo aumentare il dialogo sui temi della sicurezza in Rete: parlate con i ragazzi e cercare di far esprimere loro un’opinione. Il dialogo è la base di partenza da cui poi scaturirà una nuova consapevolezza sui pericoli del web”.   

 

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