L’ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI DI MILANO CURA PAZIENTI DI TUTTO IL MONDO

29 Maggio 2017
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Intervista con il presidente della Fondazione IRCCS, Enzo Lucchini

L’Istituto nazionale dei tumori di Milano, Fondazione IRCCS, è il luogo in cui è nata l’oncologia italiana 80 anni fa. Oggi è uno dei centri oncologici di massimo rilievo internazionale, europeo e mondiale. E’ sede di ricerca e di cura, è mono-specialistico e quindi adibito esclusivamente all’oncologia. Svolge ricerca traslazionale il che significa che una volta individuata una cura, viene sperimentata con immediatezza sul paziente. Un luogo di speranza, dunque, perché qui l’efficienza è ai vertici operativi e consente la guarigione dalla malattia o almeno una lunga sopravvivenza.

A Milano si curano migliaia di persone all’anno: poco più della metà lombarde e le altre provenienti da regioni italiane oppure dal mondo intero. Il presidente della Fondazione è Enzo Lucchini, che racconta le caratteristiche della struttura sanitaria. “Il nostro è il primo istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in ordine cronologico e per la graduatoria di merito stabilita dagli organismi del ministero. Siamo i primi mono-specialistici in Italia e tra i primi cinque al mondo: da noi il 40 per cento dei pazienti non è lombardo e questo significa che l’istituto ha un nome sinonimo di qualità che arriva lontano. Le caratteristiche che ci contraddistinguono sono da sintetizzare nei campi dell’unicità e eccellenza e della ricerca e innovazione. Se ci soffermiamo su quest’ultimo contesto, dobbiamo ricordare che stiamo entrando nel network dei sette centri oncologici europei, luogo dove si è ammessi esclusivamente per via di grandi eccellenze. L’istituto infatti è “Comprensive Cancer Center”, dedicato in via esclusiva alla cura del cancro, una patente di valore internazionale ricevuta per l’assetto organizzativo e per i servizi erogati. Curiamo aspetti cruciali del percorso del paziente durante la malattia. Sviluppiamo prevenzione e svolgiamo operazioni con terapie farmacologiche d’avanguardia, sorvegliamo il post-cura e forniamo cure palliative e di fine vita che, sottolineo, sono nate qui.” Altri numeri fanno capire l’importanza strutturale dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano in campo medico. Continua Lucchini: “Abbiamo 18 mila pazienti curati ogni anno, e 25 mila pazienti provenienti da 600 realtà cliniche che possono beneficiare di farmaci innovativi senza aggravi di spesa per il paziente e per il sistema sanitario. Sperimentiamo farmaci e siamo titolari di 700 articoli scientifici, pubblicazioni di cui siamo autori poi riprese e citate. I nostri articoli molto spesso fanno “storia” nel campo dell’oncologia. Partecipiamo a numerosi network internazionali oncologici e siamo capofila nella ricerca europea sui tumori rari. Sempre in merito a ricerca e innovazione, essa è applicata a pazienti pediatrici e adolescenziali. Costoro hanno bisogno di risposte specifiche perché non vanno trattati come bambini o come adulti, ma con cure adeguate alla loro età. I numeri parlano chiaro: abbiamo raggiunto una elevata quota nel campo degli interventi chirurgici o delle cure dei tumori e le prospettive come le speranze di guarigione o di lunga sopravvivenza sono in chiaro e significativo aumento. Svolgiamo importati attività a riguardo dei tumori rari. A livello di unicità, riusciamo a trattare i tumori del peritoneo con la sua asportazione e consentiamo così la guarigione o la sopravvivenza. Nel campo della ricerca, approntiamo farmaci a bersaglio molecolare, all’avanguardia per i tumori alla prostata, un campo nel quale non siamo interventisti a priori. Ricerchiamo il tumore indolente per monitorarlo e curarlo senza operazioni invalidanti. Riguardo ancora alla unicità: il nostro è il primo centro del trapianto del fegato su malati oncologici, in questo settore abbiamo una lunga esperienza dovuta al fatto che determinati criteri adottati qui sono nati. Il nostro è un centro di eccellenza anche per i tumori neuro-endocrini, che combattiamo con successo grazie a tecniche di trattamento con l’uso di apparecchiature radioterapiche intelligenti, che colpiscono solo il “bersaglio”. Sviluppiamo linee guida per la terapia del dolore, con cure palliative e linee per rendere l’ospedale un luogo senza dolore e senza forme di depressione, per questa ragione esiste un servizio di psico-oncologia valido anche per i famigliari del paziente. I nostri ambulatori curano i danni delle cure, ad esempio con programmi di conservazione della fertilità. Ci prendiamo cura del paziente con strategie personalizzate, in questo modo abbiamo contribuito in maniera sostanziale al miglioramento della situazione oncologica italiana. Altri numeri: oggi sono diagnosticati mille nuovi casi di tumori al giorno in Italia, il 30 per cento riguarda pazienti che hanno meno di 40 anni. Più del 50 per cento di chi ha un tumore guarisce o sopravvive a lungo. La prevenzione è indispensabile: 3 tumori su 4 si possono prevenire. Come? Con stili di vita appropriati, con controlli, senza fumo e con vaccinazioni per l’epatite e il papilloma. Essere al vertice per unicità e eccellenza – termina Enzo Lucchini -, significa che il nostro è un approdo di speranza.” Si può aiutare l’Istituto nazionale dei tumori di Milano donando il proprio 5 per mille alla Fondazione IRCCS, sarebbe un gesto di fiducia assai meritato sul campo e un contributo vero alla ricerca e alla cura dei tumori.

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