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21 Feb

CASTIGLIONE: NICOLA BASSI, DOPO L’ULTRAGOBI PRONTO AL LAGO GHIACCIATO IN RUSSIA

Feb 15, 2018

Primo italiano a concludere la corsa, secondo classificato assoluto, 412 chilometri di tragitto percorso in 80 ore e 42 minuti con soli 40 minuti di sonno. Parliamo della sfida dell’Utragobi, corsa ai confini tra Cina e Mongolia, e, soprattutto, parliamo di Nicola Bassi. Lo sportivo castiglionese che, a 30 anni, sta battendo diversi record. Come dicevamo, è il primo italiano ad avere terminato l’Ultragobi, un percorso al limite delle capacità umane. Si arriva fino a 3300 metri di altitudine e l’escursione termica tra il giorno e la notte, nel deserto di montagna, è di 30 gradi. Attenzione, perché si corre con un Gps, un navigatore satellitare, che ogni partecipante tiene da sé. Ogni 50 chilometri c’è un punto di ristoro con cibo e cambio vestiti, ogni 15 ci si può fermare a bere. La tensione è tanta, il fisico è sulle corde. Ed il sonno non viene: 40 minuti, neanche troppo tranquilli, in quattro giorni. “Ci vuole tanta testa – precisa Nicola, che in parte il fisico lo da per scontato, nel senso che quello è quasi un pre-requisito per partecipare a corse di questo rilievo -.
Bisogna dosare le forze, programmare ogni azione, prevede e riuscire a gestire con lucidità gli imprevisti. Sì, direi che la testa fa il 70%, il resto è il fisico”. Partito con le corse locali, assieme ai Podisti Castiglionesi – compagine attualmente presieduta da Luciano Maghella e sponsorizzata da GR impianti elettrici di Roberto Gazzurelli -, quindi passato alla preparazione sulle vette, attualmente Nicola Bassi partecipa ad una decina di corse l’anno, ognuna di oltre 100 chilometri. E queste sono le ‘piccole cose’. È appena stato in Ogliastra a testare dei percorsi ed in aprile parteciperà in Sardegna ad una sfida a tappe, da 200 chilometri. Si allena cinque volte la settimana Nicola Bassi – tra corsa, bici, palestra –, e fa l’istruttore di pilates come lavoro. Ora punta ad un’altra grossa sfida: il 3 marzo sarà in Russia per l’edizione zero della Black Bajkal Adventure: 380 chilometri su un lago ghiacciato, dove la temperatura scende a 30 gradi sotto zero ed il vento soffia impietoso. E se dovesse andare bene in Russia, dietro l’angolo ci sarebbe l’Alaska.

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