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21 Gen

IL NUOVO ANNO ATTENDE OGNUNO DI NOI

Gen 12, 2018

Questa settimana parliamo di …A cura di Sergio Desiderati

Buon anno a tutti. Vorrei in questo nuovo inizio compiere un salto indietro nel tempo. Ah, il tempo, questo nostro prezioso alleato che troppo spesso ignoriamo; ‘Il tempo è galantuomo’ dicevano i nostri nonni; saggezza popolare carica di grandi significati. Il tempo che abbiamo, il tempo che ci è concesso; il tempo dono alla nostra vita. Scappo indietro: Lucio Dalla, geniale autore, nel 1979 scrive ‘L’anno che verrà’. Quella canzone, entrata di diritto nell’immaginario collettivo di più generazioni, inizia così: “Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’ – e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. -Da quando sei partito c’è una grossa novità, – l’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va. – Si esce poco la sera compreso quando è festa – e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, – e si sta senza parlare per intere settimane, – e a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane – Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando…”. Io mi fermo ma quella canzone va ascoltata per intero. La sua forza è nella possibilità di immergersi dentro, a qualsiasi fede politica o religiosa si appartenga, senza distinzione. L’anno che verrà, quello che abbiamo appena iniziato, porterà a noi italiani ed a noi lombardi scadenze importantissime. Saremo chiamati a votare per eleggere il governo del Paese e quello della Lombardia, la regione trainante. Sono due appuntamenti che non possiamo mancare, che non possiamo fallire; ne va della nostra credibilità. Ad oggi i sondaggi, veri o edulcorati che siano, ci presentano una Nazione che dalle urne uscirebbe ingovernabile; e questo al di là di quanto vadano in questi giorni affermando i tre diversi raggruppamenti politici. Una legge elettorale tra le più impossibili se si immagina un sistema maggioritario pare ad oggi non destinata a consegnare a nessuno quel 40% di consensi in grado di garantire la maggioranza assoluta e quindi governabilità. Noi italiani credo dobbiamo fare ancora molta strada per immaginarci in contesti diversi dal nostro piccolo campanile, sia esso l’entità amministrativa in cui risediamo o il partitello politico che ci pare garantisca le nostre idee. La nostra è una democrazia giovane, talmente giovane che fatica molto a crescere. Chi è impegnato in politica, con scarse eccezioni, lavora più sul discredito di altri che non sulle proprie idee e programmi; si cerca, spesso con tentativi maldestri, di gettare fango sugli altri piuttosto che mostrare sé stessi. E poco importa se anche fanno così, se la vecchia politica ha propugnato questo: bisogna crescere e magari tornare ad imitare i politi veri, quelli che ci hanno costruiti come nazione. E in Regione cosa accadrà? Da lombardo mi piacerebbe molto vedere che riusciamo a dare al Paese un’immagine diversa del modo di fare politica; temo sia solo un’utopia: basta guardarsi intorno. Vito Mancuso, docente e teologo, nel suo libro ‘Il coraggio di essere liberi’ parlando della trasformazione che tutti noi dovremmo avere, senza rinnegare il presente ma tornando ad una nuova ‘ingenuità’ quale disincanto del mondo, scrive: ‘La visione della vita all’insegna del primato del dominio tecnico calcolante e dell’efficacia produttiva ha ridotto la vita ad una serie continua di obblighi e prestazioni da espletare, a target da raggiungere, a primati da superare: la vita come catena di montaggio. Si tratta di una pericolosa malattia interiore da cui bisogna sapersi curare e, per chi ne ha la fortuna, guarire. Occorre coltivare una mente nuovamente capace di incanto, che non presuma di sapere già tutto sul significato del nostro passare nel mondo, ridotto ad una cava da cui estrarre quanto più materiale possibile. La vera posta in gioco infatti non è la modifica del mondo là fuori per avere di più, quanto piuttosto la trasformazione del nostro mondo qui dentro per essere di più: si tratta di trasformarsi per giungere ad essere liberi”. E Dalla, che nella sua canzone cerca motivi per ‘…continuare a sperare’ conclude dicendo “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà – io mi sto preparando è questa la novità”. Ma questo anno dobbiamo viverlo, intensamente e fino in fondo. Dobbiamo farlo per me, per te, per ognuno di noi, cittadini del mondo. Buon Anno a tutti.

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